Visione miope sul salario Minimo di Mauro Collovà

Pubblicato il Pubblicato in Legislatura 2016-2020, Media

Nelle scorse settimane, la notizia che la Commissione della Gestione non sia riuscita a mettersi d’accordo sulla soglia inferiore del salario minimo, mi ha sconcertato. Ma non solo io sono rimasto deluso.

Per i Verdi, che hanno lottato per portare in votazione, e con successo, Salviamo il lavoro in Ticino, la frustrazione è stata fortissima. Purtroppo, i contrari a un salario minimo che non sia sotto i 4000.00 franchi mensili sono riusciti a far sì, che non si decidesse nulla.

Quattro anni d’attesa dalla votazione, per un nuovo nulla di fatto, e questo poco prima delle elezioni Cantonali. Un nulla di fatto che dovrebbe rendere attenti gli elettori, su cosa ci aspetta nei prossimi quattro anni, quando si dovrà discutere nuovamente di questo argomento nella Commissione della gestione, se nulla cambierà negli equilibri politici attuali.

Alcuni esponenti delle forze politiche di destra hanno detto che sia giusto il salario orario minimo che oscilla tra 18.75 e i 19.25 proposto dal Consiglio di Stato. Salario che in realtà rimarrebbe indecente, per poter vivere in Ticino senza importanti aiuti statali, quindi della collettività.

Quello che più mi stupisce dei contrari a un salario minimo di 4000.00 franchi, è che si fermano a guardare questo salario come se chi lo ricevesse fosse un approfittatore, e non vedono i benefici più ampi che questo legge porterebbe. Il primo è che il salario minimo toglierebbe la concorrenza sleale tramite il dumping salariale applicato da molte aziende, nei confronti di chi vive in Ticino.

Le casse dell’AVS, dell’AI, piangono, così come piangono le casse delle LPP. Un salario minimo Cantonale dignitoso, (là dove non esiste un CCL) oltre che permettere di innalzare il poter d’acquisto di molti Ticinesi,  e di renderli di nuovo concorrenziali sul mercato del lavoro, permetterebbe di aumentare le entrate delle assicurazioni sociali, e permetterebbe di avere più contribuenti anche per le casse pensioni. La soglia di entrata per il 2° pilastro, periodicamente si innalza (quest’anno 21’330), salari molto bassi o appena sopra il limite non contribuiscono o incrementano di poco le entrate delle casse pensioni.

Il salario minimo, porterebbe alla diminuzione dei sussidi per la cassa malati, che sono pagati dalla collettività. Così come aumenterebbero gli importi che il Cantone incasserebbe dalle tasse. Quindi il salario minimo avrebbe delle ripercussioni positive non solo per la singola persona, ma per la comunità in generale. Concludo dicendo che uno Stato che non fa il possibile per far sì che il proprio popolo viva degnamente, è uno stato che ha fallito moralmente e che inevitabilmente presto o tardi fallirà economicamente, e in Ticino sembra siamo sulla buona strada. E che Il 7 aprile andando a votare, decideremo che scenario vogliamo avere per i prossimi quattro anni. I Verdi ci sono e io spero che la nostra presenza faccia diminuire il vero primo partito nel Canton Ticino con 37,72% nel 2015, quello degli astenuti, che non vanno a votare!

Mauro Collovà, Candidato per Verdi al Gran Consiglio