Trasformare le AIM in una SA? Lettera ai giornali di Tiziano Fontana

Pubblicato il Pubblicato in Legislatura 2016-2020, No alla trasformazione della AIM in SA

Vi sono più motivi per votare no alla trasformazione delle AIM in società anonima, tra i quali:

  1. Il Municipio sostiene che la trasformazione in SA è una scelta strategica che permetterà alle AIM di– cito il messaggio municipale – «rimanere sul mercato» e di «consolidare la forza contrattuale in materia a livello di Distretto».

Chi segue il dibattito a livello cantonale e federale sa che questo argomento è poco rispondente alla realtà poiché la liberalizzazione del mercato dell’elettricità svizzero – voluta nel Parlamento federale da PLR, PPD e UDC – sta portando a sconvolgimenti tali che tutte le aziende operanti in Ticino (AIM, AIL ecc. fino anche ad AET) corrono il rischio di essere spazzate via da ditte concorrenti, nazionali o estere, infinitamente più potenti.

Il solo modo per far sopravvivere tutte le aziende ticinesi, comprese le nostre AIM, è di pensare a un’economia di scala a livello cantonale che faccia capo a una nuova struttura produttrice e distributrice di elettricità, una nuova AET. Il Cantone ha compreso questa necessità e ha avviato trattative coi Comuni, ma il processo è troppo lento e troppo spesso gli enti locali rimangono legati a una visione locale.

  1. Un’altra ragione avanzata dal Municipio risiede nella volontà di garantire la «tempestività decisionale nella gestione dei clienti a mercato e nell’evoluzione delle reti».

Gli esperti nel settore elettrico così come i bilanci della sezione elettricità delle nostre AIM ci permettono di comprendere che questa affermazione è parziale.

Analizzando i bilanci, positivi, della Sezione elettricità, che negli anni ha generato importanti utili, mi sembra si possa dire che l’attuale forma municipalizzata delle AIM non intralci il lavoro efficiente svolto dalla Direzione, che garantisce una corretta gestione manageriale. In Consiglio comunale ho esposto questa considerazione e nessuno mi ha smentito, quindi desumo non si possa che valutare positivamente l’operatività garantita dall’attuale Direzione delle AIM.

Inoltre, non si vede cosa potrebbe apportare in più, a livello qualitativo e di competenza, la forma giuridica della SA con un Consiglio di amministrazione (C.d.A.) composto da sette persone (due municipali e due consiglieri comunali, designati dal Municipio, e tre non attive in politica). Nessuno dei sette futuri membri del C.d.A. ha una formazione specifica nel settore in questione e può essere considerato un esperto del mercato energetico.

Inoltre, i membri del C.d.A. sono designati in funzione dell’area politico-partitica presente in Municipio: 3 PPD, 2 PLR, 1 Lega-UDC, 1 IaS. Si tratta della semplice ripartizione dei posti secondo la logica partitica che nulla ha a che vedere con la pretesa efficienza ed efficacia.

Di conseguenza non trasformiamo le AIM in SA.

Tiziano Fontana capogruppo i Verdi