Piazza del Ponte e i nuclei storici

Pubblicato il Pubblicato in Legislatura 2016-2020, Media, Piazza del Ponte

Se i cittadini dei dieci Quartieri di Mendrisio votassero NO alla variante pianificatoria di Piazza del Ponte si potrebbe inaugurare finalmente una nuova politica pianificatoria nel nostro Comune e nei suoi Quartieri. La variante municipale si ispira infatti a una visione vecchia e distruttrice del territorio che risale a decenni fa e che ha trattato i nuclei storici come fossero una qualsiasi area edificabile da occupare senza alcuna attenzione alle preesistenze.

Al contrario, tutti i dieci Quartieri di Mendrisio hanno bisogno di una concezione urbanistica attenta alle caratteristiche dei centri storici, al loro valore culturale e artistico di memoria storica irripetibile e ineguagliabile come qualità di vita.

I nuclei storici sono una pagina viva dello sviluppo urbano del nostro territorio e sono un insegnamento duraturo di creatività, tipologie architettoniche, stili, proporzione degli spazi, uso di materiali, ricerca sapiente di soluzioni. Grazie al tessuto storico dei nostri centri antichi si disvela «la civiltà stessa del vivere e del costruire» come ci ha insegnato uno dei più insigni urbanisti e archeologi.

Invece di comprendere tale ricchezza, la variante di Piazza del Ponte introduce addirittura l’idea che la torre di 26 metri – elemento fondante della variante – dovrebbe servire a identificare Mendrisio! Il pensiero di due studiosi ci permette di comprendere l’insensatezza di questa proposta; Salvatore Settis ci ricorda che «in nome di una pedestre retorica della modernità, la neocittà dei grattacieli, identica a se stessa da Napoli a Roma a Milano a Torino s’insedia al di sopra della città storica, la insidia e la spodesta»; Vittorio Gregotti evidenzia che «il grattacielismo lacera la morfologia urbana delle nostre città».

Peggio ancora, la variante vuole «agevolare l’insediamento di attività terziarie» (come indica il Rapporto di pianificazione) e favorisce la “densificazione” grazie ai nuovi parametri edilizi; la zona più vicina a Piazza del Ponte subirebbe un nuovo abbruttimento edilizio e uno svuotamento a livello residenziale.

Troviamo la medesima volontà di “densificare” anche nella variante pianificatoria di Piazza Baraini a Genestrerio poiché nella proposta messa in consultazione aumenta la superficie utile lorda edificabile e le volumetrie previste sono irrispettose del contesto.

L’impostazione pianificatoria del Municipio vale per Mendrisio come per Genestrerio e nel futuro per altri Quartieri, come indica purtroppo il PAM.

Per questo motivo la votazione su Piazza del Ponte avrà un’influenza che va ben al di là del nucleo storico di Mendrisio: ha una valenza per l’intero territorio dei dieci Quartieri.

Invito quindi i votanti a usare l’opportunità offerta dalla democrazia e a dire NO a questa variante: per una volta il popolo può decidere direttamente il futuro del proprio territorio, frenando lo sfruttamento in atto da quarant’anni.

Tiziano Fontana, membro del Comitato referendario e capogruppo i Verdi