Perché firmare il referendum contro la trasformazione in SA delle AIM

Pubblicato il Pubblicato in In Consiglio Comunale, Iniziative popolari, Legislatura 2016-2020, Media, No alla trasformazione della AIM in SA

Non accade spesso di trovarsi alleati sullo stesso fronte, a ben pensarci, eppure per una volta, a Mendrisio, Insieme a sinistra e Verdi condividono un principio, e credo che nell’attuale panorama politico di tramonto dei partiti sia proprio ai principi che dovremmo tutti tornare per costruire un futuro sostenibile: aldilà delle ideologie della destra che sul concetto di libero mercato ha minato la sicurezza nel futuro nel mondo del lavoro, nelle relazioni tra persone e tra i popoli, e non da ultimo nel campo della sostenibilità ambientale. I Verdi sono da sempre fieramente contrari all’ideologia liberista che con grande miopia vede nel libero mercato e nel settore privato strumenti miracolosi che permetterebbero di soddisfare ogni bisogno e risolvere qualsiasi problema favorendo il progresso: come detto, un’ideologia fuorviante e non priva di elementi di fanatismo. Il mercato elettrico ne è un esempio, e la sua liberalizzazione, voluta a livello europeo e federale, non promette nulla di buono poiché le previsioni per l’intero settore in Ticino sono alquanto minacciose. L’idea di trasformare in SA le AIM risale alla fine degli anni Novanta, in pieno periodo neoliberista: la trasformazione delle Aziende industriali di Lugano in SA avvenne nel giugno del 2000. A Mendrisio il progetto fu congelato fino al 2015. A Bellinzona, un referendum ha bloccato la trasformazione in SA, ed ora persino gli allora favorevoli a tale trasformazione sono soddisfatti che le Aziende di Bellinzona siano rimaste municipalizzate. Noi referendisti non ci opponiamo alle sinergie tra le tre aziende di Mendrisio, Stabio e Chiasso: ma come ha detto pochi mesi fa il capogruppo dei Verdi in Gran Consiglio Francesco Maggi a proposito dell’Azienda elettrica ticinese e del mercato dell’energia ticinese e svizzero, questi ultimi saranno vittime fra pochi anni di un uragano che renderà velleitarie le strategie a livello distrettuale. I partiti storici invitano a non firmare il referendum, io vi invito a farlo e a far firmare, per un futuro trasparente e pubblico, in nome della democrazia.

Claudia Crivelli Barella

SCARICA QUA IL FORMULARIO PER FIRMARE IL REFERENDUM