MM N. 69 /2018 Adozione del Piano particolareggiato di Piazza Baraini, Città di Mendrisio /Quartiere di Genestrerio

Pubblicato il Pubblicato in In Consiglio Comunale, Interventi in CC, Legislatura 2016-2020

L’intervento dei Verdi (Tiziano Fontana) in Consiglio comunale su Piazza Baraini.

Signora Presidente, signori Sindaco e municipali, colleghe e colleghi,

durante questi sette anni di politica attiva ho sentito spesso municipali e colleghi di CC dire che si costruisce troppo a Mendrisio, così come in diversi altri ex Comuni, e che spesso la qualità architettonica lascia a desiderare, ma che non si può fare nulla poiché i Piani regolatori permettono questi interventi.

Ora, i Piani regolatori non ci sono stati imposti dagli extraterresti ma sono il risultato di scelte puntuali fatte da Municipi e Consigli comunali dagli anni Settanta in avanti. Scelte fatte, spesso, con superficialità e ignoranza delle leggi e degli strumenti pianificatori che avrebbero evitato molto del brutto nel quale siamo costretti oggi a vivere.

Nelle osservazioni presentate durante la consultazione del 2016 il gruppo dei Verdi aveva auspicato che la revisione del PP di Piazza Baraini fosse inclusa in quella dell’intero PP del nucleo storico: in tal modo si poteva avere una visione d’insieme che è assente con questa variante. E le conseguenze sono purtroppo desumibili dai documenti allegati al MM.

Stasera il CC ha la possibilità di evitare il futuro stravolgimento del cuore del nucleo storico di Genestrerio e di Piazza Baraini se voterà l’emendamento proposto dal rapporto di minoranza riguardante il piano di quartiere, coinvolgente alcuni fondi tra cui quello oggi sistemato a prato.

Uno stravolgimento che sarà invece certo se passa il MM in discussione. Infatti, le NAPP sono la premessa per un intervento fuori scala e fuori contesto con l’inserimento di un edificio estraneo alla tipologia architettonica del resto del nucleo: le norme concedono un’altezza di 15.5 metri, una SUL di 5’200 m2 come massimo, la possibilità della non contiguità lungo le linee di edificazione (linea di costruzione e linea di arretramento) e infine, linee di allineamento su tre lati per il nuovo imponente ingombro volumetrico con un angolo vivo rivolto sulla curva stradale. A causa di questa base legale si modificherà radicalmente quanto rimane dell’assetto urbanistico e spaziale di quest’area.

A comprova, richiamo il rendering allegato come documento ufficiale al messaggio sulla variante, che è stato pubblicato oggi su La Regione: l’edificio ipotizzato con quel rendering potrà essere costruito grazie alle norme del PP in oggetto. Questa è la realtà, anche se c’è chi non la vuole vedere.

Per capire quanto detto è utile studiare l’Inventario federale ISOS, estremamente dettagliato sul nucleo di Genestrerio. Confrontando le osservazioni e le raccomandazioni degli esperti dell’ISOS con le considerazioni contenute nei documenti allegati al MM riteniamo che non vi siano né una valida motivazione né una seria analisi urbanistica e storico-architettonica a sostegno della necessità di “completare” il nucleo, edificando il fmn 148. Abbiamo già incontrato, con il MM sulla revisione del PR di Besazio, l’idea di “completare” i nuclei storici cementificando aree non edificate che si trovano al loro interno: è un’idea urbanistica che risale agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento quando andavano di moda gli sventramenti dei nuclei: è un’idea vecchia e deleteria che non dovrebbe più figurare in nessuna variante pianificatoria moderna.

Inoltre, la pretesa necessità di procedere a una densificazione, per giustificare i parametri edificatori riferiti al fmn 148, non è giustificata pianificatoriamente dal momento che il PR di Genesterio è sovradimensionato, come ha indicato il Consiglio di Stato nel 2001.

Il dezonamento del fmn 148 è auspicabile dal punto di vista storico-urbanistico, come si evince dall’ISOS, e rientra nella legalità pianificatoria che obbliga a ridimensionare le zone edificabili per tutti i PR sovradimensionati.

In conclusione, nessuno nega l’urgenza di dare una risposta al problema conosciuto dagli abitanti di Genestrerio, che si identifica in particolare nel traffico motorizzato che attraversa il nucleo di questo paese, ma questa variante non solo non risolve questo assillante problema, anche per motivi di ordine pianificatorio superiore e quindi non per una mancanza di volontà del Municipio, ma la variante aggrava la questione del piano di quartiere con le conseguenze negative indicate precedentemente e mostrate chiaramente dal rendering.

Invito quindi a votare a favore dell’emendamento contenuto nel rapporto di minoranza.

Tiziano Fontana