Miglioriamo la pianificazione del territorio

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Il 10 febbraio dobbiamo votare a favore dell’iniziativa «Fermare la dispersione degli insediamenti – per uno sviluppo insediativo sostenibile», promossa dai Giovani Verdi poiché potrebbe costituire una nuova tessera del mosaico in difesa di una migliore pianificazione del territorio. Se dovesse essere accolta i suoi principi si aggiungerebbero a quelli decisi dal popolo svizzero che, nel marzo 2013, ha approvato la revisione della legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT), respingendo il referendum indetto contro di essa da quasi tutti i partiti di centro-destra e dalle principali organizzazioni economiche, che ora si oppongono anche all’iniziativa dei Verdi.

Mi soffermo su tre principali argomenti sviluppati dagli opponenti, presenti nell’opuscolo trasmessoci dalla Cancelleria federale; nelle pagine 14 e 15 possiamo leggere: 1) l’iniziativa è ritenuta «troppo rigida poiché propone di congelare la superficie delle zone edificabili al livello attuale»; 2) «nuoce all’agricoltura»; 3) «dove il terreno edificabile scarseggia cresce il rischio che i prezzi dei fondi e delle abitazioni aumentino».

Si tratta di affermazioni smentite dai fatti.

Nel sito dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale si legge: «nel 2017, c’erano circa 232’038 ettari [ 2’320’380’000 mq] di zone edificabili in Svizzera […] Circa un settimo delle zone edificabili non è ancora edificato [33’148.2857 ettari = 331’482’857 mq]. Le zone edificabili non ancora edificate teoricamente possono offrire spazio per ulteriori 1 – 1.7 milioni di abitanti». Quindi, oggi in Svizzera abbiamo 331 milioni di metri quadrati di zone edificabili non costruite, che potrebbero essere cementificate da subito, con nuove Grandi Opere infrastrutturali spesso assurde o con industrie o abitazioni. Pertanto, impedire che si estenda ulteriormente la zona edificabile è saggio: bisognerebbe riconvertire le aree già edificate e oggi abbandonate prima di aprire all’edificabilità nuove aree.

In merito all’ipotizzato aumento di prezzi, come tutti hanno potuto constatare i prezzi di terreni e abitazioni sono già drammaticamente aumentati negli ultimi dieci anni a causa principalmente della speculazione legata alla rendita fondiaria.

In merito all’agricoltura, secondo uno studio dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale «in Svizzera si registra una perdita di 76 mq di terreno agricolo al minuto» e il Consiglio federale se ne guarda bene dall’invertire questa sconsiderata dinamica. Inoltre, l’agricoltura è considerata da Economiesuisse (l’associazione ultraliberista degli ambienti economici che raggruppa l’ex Vorort e altre organizzazioni) e da buona parte dei partiti governativi un peso finanziario da eliminare, da sostituire con importazioni alimentari dall’estero. A proposito del consumo di suolo non deve sfuggire il legame che esso ha con la sovranità alimentare di un paese: secondo il 6° Rapporto sull’alimentazione in Svizzera, presentato dall’Unione dei contadini svizzeri il 4 gennaio 2013, la Svizzera è divenuto «il paese che importa la maggior quantità di alimenti per abitante al mondo».

Un caso concreto che permette ulteriormente di comprendere la scorrettezza delle tesi governative è dato dall’Alto Mendrisiotto. Nello Studio aggregativo si indicava che «il Mendrisiotto è teatro negli ultimi decenni di un processo di crescita non sostenibile e che tra il 1985 e il 1997 sono scomparsi ben 140 ha [1’400’000 mq] di territorio agricolo (ovvero il 14%), mentre le superfici d’insediamento sono aumentate al ritmo di oltre 2 mq ogni dieci minuti; inoltre, le riserve di terreni edificabili già oggi esistenti consentirebbero il raddoppio della popolazione, lanciando l’Alto Mendrisiotto verso i 44’000 abitanti». Si tratta di dati che mostrano la follia dei Piani regolatori in vigore e che bisogna contrastare volontariamente, prima di essere costretti a farlo sotto la spinta dei drammatici cambiamenti climatici che stiamo provocando con l’ideologia della crescita illimitata.

Questa iniziativa, pur non pienamente soddisfacente, propone comunque alcuni strumenti che potrebbero aiutare a meglio pianificare quel che resta del nostro territorio: sosteniamola!

Tiziano Fontana, consigliere comunale i Verdi Mendrisio