Intervento Consiglio comunale 8 ottobre 2018 sul MM N. 71 /2018 di Tiziano Fontana

Pubblicato il Pubblicato in In Consiglio Comunale, Legislatura 2016-2020

Intervento Consiglio comunale 8 ottobre 2018 sul MM N. 71 /2018 Risposta alla mozione presentata in data 11 ottobre 2016 dai Consiglieri comunali Tiziano Fontana, Claudia Crivelli Barella, Daniela Carrara e Andrea Stephani sul tema “Pianificare Piazza del Ponte rispettando il contesto di elevato valore storico-culturale

Signor Presidente, signor Sindaco e signori Municipali, signore e signori Consiglieri comunali,

in via preliminare il gruppo dei Verdi chiede che il voto su questo messaggio sia fatto per appello nominale, poiché si ritiene che sia giusto che i cittadini-elettori possano sapere come ogni Consigliere Comunale voterà fra poco, tanto più che il rapporto di maggioranza prevede di votare a favore della mozione nei limiti enunciati nel rapporto preliminare del Municipio.

Nel merito, suddivido l’intervento in tre punti: 1) cosa vuole la mozione dei Verdi; 2) cosa vogliono i partiti e i Consiglieri Comunali contrari alla stessa e che presumo voteranno seguendo l’indicazione del Municipio; 3) cosa si potrà fare in futuro

  • la mozione chiede 2 cose:
    • di modificare il Piano particolareggiato di protezione del centro storico + suggerendo di inserirvi 11 fondi (di cui 5 di proprietà pubblica) oggi appartenenti al Comparto speciale “e” Piazza del Ponte;
    • di porre un vincolo quale zona attrezzature pubbliche (AP) con destinazione piazza/area di svago di interesse pubblico, suggerendo di applicarlo a 6 fondi, tutti di proprietà del Comune di Mendrisio;

sottolineo che, con la mozione, abbiamo suggerito di considerare certi fondi dopo aver studiato documenti di specialisti (ISOS, Perimetro di rispetto del Cantone elaborato dall’Ufficio dei beni culturali ecc.): evidentemente, come per tutte le varianti di PR, sarà il pianificatore del Comune ad analizzare la situazione e sarà l’Autorità politica a decidere la proposta di variante pianificatoria;

tanto la richiesta di modifica del Piano particolareggiato di protezione del centro storico quanto quella di porre un vincolo quale zona attrezzature pubbliche (AP) con destinazione piazza/area di svago hanno lo scopo di dare normativamente una chiara e inequivocabile destinazione di area pubblica come piazza secondo una prospettiva unitaria, così da ristabilire una coerenza urbanistica attorno alla piazza del Ponte attuale e al contorno del nucleo storico, evitando che il futuro concorso urbanistico possa portare di nuovo a dover leggere quanto letto nel messaggio sulla variante bocciata dal referendum: «Il Collegio di esperti chiamato a valutare i progetti ha reputato che il concetto proposto dal gruppo condotto dallo studio di architettura Sergison Bates fosse quello in grado di dare complessivamente le risposte più convincenti sulle modalità con cui affrontare lo sviluppo urbanistico di tutto il comparto attorno a Piazza del Ponte, soprattutto per la forza della sua impostazione generale, caratterizzato dalla ricucitura del nucleo attraverso degli interventi in grado di contribuire in modo determinante a definire l’identità del Comune di Mendrisio per gli anni a venire».  Quell’identità era sottoscritta dal Municipio e dalla maggioranza del Consiglio comunale ma non è stata condivisa dalla maggioranza dei cittadini.

2) cosa vogliono i partiti e i Consiglieri Comunali contrari alla mozione?

– Il rapporto di maggioranza è chiaro: vuole lasciare la possibilità di edificare sul sedime dove ancora attualmente sorge lo stabile ex Jelmoli;

– il Municipio nel messaggio sostiene che «è ancora convinto che prima di procedere con una variante pianificatoria, che dia le basi per la realizzazione definitiva di Piazza del Ponte, si debbano avere tutti gli elementi necessari per determinarne i contenuti. Solo dopo un concorso urbanistico potranno essere acquisite e valutate le diverse visioni sulle quali impostare la pianificazione, mentre gli approfondimenti storici/urbanistici degli edifici di contorno della nuova grande Piazza, permetteranno di considerare in modo serio e completo i principi proposti dalla mozione».

Quindi Municipio e partiti che sostengono il rapporto di maggioranza vogliono avere libertà assoluta in merito alla futura pianificazione di Piazza del Ponte e non vogliono porre determinati limiti al concorso urbanistico, poiché il Municipio, nella risposta a una domanda formulata in Commissione, dice che «non è ancora chiaro quali saranno i limiti posti al bando di concorso». Ora, dopo una petizione e un referendum è preoccupante leggere simili dichiarazioni.

Del resto ricordo che dal 1986 ad oggi sono stati indetti tre concorsi di architettura o urbanistici: il concorso di idee nel 1986, il mandato diretto all’arch. Mario Botta nel 2005/6 e il mandato per uno studio di idee nel 2009, vinto dal team Sergison.

Ricordo anche che lo scopo di quest’ultimo concorso era «ottenere delle indicazioni progettuali per la sistemazione urbanistica di Piazza del Ponte e degli spazi adiacenti, con lo scopo di ricucire il nucleo di Mendrisio e di ridare “dignità urbanistica” all’intero comparto».

Se non si pongono limiti chiari, come quelli contenuti nella mozione, si corre il rischio di ricadere nelle medesime proposte pianificatorie del passato.   

  • cosa si potrà fare in futuro

I cittadini hanno manifestato le loro preferenze attraverso due strumenti democratici: la petizione “Per una Piazza del Ponte degna del suo nome” nel novembre 2007 (sottoscritta da 3’212 persone) e il referendum del 25 settembre 2016 (con 2’853 cittadini contrari alla variante); ora, se si dovesse constatare che le autorità proseguono come in passato, non si potrà che promuovere una iniziativa popolare comunale così si arriverà al punto finale e non si dovranno più ascoltare interpretazioni arbitrarie di cosa vuole la popolazione.

Tiziano Fontana CC i Verdi