Interrogazione: Soffiatori e migliore qualità di vita

Pubblicato il Pubblicato in In Consiglio Comunale, Interrogazioni, Legislatura 2016-2020, Vita Verde

Autunno. Cadono le foglie, l’aria è satura dell’odore … più che di caldarroste e funghi, di quello dei soffiatori; oltre aduna fine miscela di polveri nocive che rimane in sospensione per ore. Studi suggeriscono che l’aria in tal modo attivata sia veicolo persino di numerose patologie influenzali e di malattie tropicali che, in tal modo sollecitate, viaggiano con più agio.

La motivazione? Come sempre, l’intenzione è buona. Pare che un operatore munito di soffiatore “pulisca” quanto quattro operatori con scope e rastrelli. Forse è vero se si guarda unicamente alla quantità di materiale raccolto. Ma quello che si guadagna in tempo, lo si perde altrove, e moltiplicato.

Salute.

  • degli operatori, che portano i paraorecchie, ma respirano le emissioni dei motori, oltre che il pulviscolo che alzano. Infatti il soffiatore solleva in aria un “aerosol” (è il termine tecnico) di cacche di cane, sputi, cicche, microbi, batteri … e peggio. Un aerosol che rimane in sospensione per delle ore, perché la potente azione meccanica del soffiatore sminuzza il materiale, e questo pulviscolo minuto si deposita molto più lentamente che la polvere sollevata in aria dall’azione di scope, rastrelli … o vento.
  • delle persone nelle vicinanze, abitanti o passanti, allievi delle scuole, che subiscono l’inquinamento chimico, fisico e fonico (non avendo i paraorecchie). Ora, assistiamo all’esasperazione (altro motivo di malessere) di persone che vorrebbero un po’ di pace e si ritrovano i soffiatori all’opera nei pressi della propria abitazione o del luogo di lavoro. Senza parlare degli animali (cani, gatti, uccelli, rettili e anche volpi e altri abitanti dei boschi limitrofi) che soffrono molto per il rumore, al quale sono ancora più sensibili di noi umani. L’inquinamento fonico è riconosciuto come elemento che conduce allo stress, fonte di molte patologie fisiche e psichiche.

Società.

  • Rinunciare a scope e rastrelli è un’occasione persa per dare lavoro a persone difficilmente occupabili, che siano tali per la precarietà della loro permanenza (asilanti) o per le caratteristiche personali (scelta individuale o limitatezza di alternative, per mancanza di qualifiche professionali o problemi di salute, psichica o fisica, dipendenze, altri motivi per una disoccupazione temporanea o duratura).
  • Non c’è persona, a meno che sia gravemente invalida, che non sia in grado di tenere in mano una scopa. Magari lentamente, ma anche se in una giornata tira su solo quattro foglie, è meglio occupato che non a vagare spaesato per le strade o isolarsi in qualche angolo. Con un po’ di creatività, una buona occupazione anche per i giovani, magari persino più allettante di tante proposte al chiuso del Centro giovani, e in grado di attirare più seguito!
  • L’essere umano ha bisogno di un’occupazione sensata e utile, di interazione con altri, di riconoscimento di aver fatto quello che può, di non essere un peso. Giovani compresi.
  • Ci rendiamo conto che la conduzione di squadre di questo tipo è difficile, ma è uno sforzo che al comune conviene affrontare. Per la società è meno oneroso investire pazienza e tempo per occupare le persone, come misura di prevenzione di danni ben più pesanti, come vandalismo, malattie, criminalità.

Sicurezza.

  • Non vogliamo dire che furti, vandalismi e altri crimini siano conseguenza della minore presenza di spazzini sulle strade. Ma sta di fatto che in passato c’era dappertutto la presenza di un silenzioso e attento operatore comunale, a fare da deterrente ai malviventi. Il passaggio della vettura scopatrice-aspiratrice o spargisale o dell’uomo con soffiatore, non solo non ha utilità per la sorveglianza e vigilanza, ma al contrario, sotto la copertura del rumore assordante un ladro può tranquillamente trapanare serrature e infrangere vetri. Oltre che la pazienza di chi desidera un momento di tranquillità! Nel rumore, il senso di solitudine aumenta.

Economia e ecologia.

  • L’inverno sta arrivando, speriamo con molta neve (speranza personale, e condivisa, per motivi romantici e per il senso di pulizia e di ordine che regala la coltre bianca, coprendo per qualche momento le brutture umane e gli effetti del traffico e dell’urbanizzazione). Il sale costa, danneggia l’ambiente e fa arrugginire il metallo. Negli anni passati ne abbiamo visto un uso massiccio. Spesso viene sparso sulle strade asciutte, in previsione di gelo, in quantità tali da sembrare che abbia nevicato. Dopo le nevicate, si vede il sale sparso sulla coltre di neve. Situazioni dove due colpi di pala rendono inutile il sale, o bastano quattro granelli invece di mezzo chilo.

Chiediamo in merito al Municipio:

  1. Qual è la posizione del Comune di Mendrisio in merito ai soffiatori?
  2. Il Municipio è disposto ad affrontare l’onere di impiegare un numero significativo di persone difficilmente occupabili, per la pulizia delle strade? Eventualmente affidando al personale stabile, quello con la professionalità e esperienza che conosciamo e apprezziamo (un grazie al lavoro dell’impiegati dell’Ufficio tecnico!), il compito supplementare di assistere e condurre il personale ausiliario, oppure incaricando persone con una preparazione specifica?
  3. L’inverno sta arrivando: stiamo andando incontro alla stagione della neve. Possiamo sperare di vedere folte schiere di uomini e donne munite di pale, per risolvere le difficoltà puntuali, irrisolvibili con i macchinari? (Per esempio i muretti di neve davanti alle fermate dell’autobus, ai passaggi pedonali e in molti altri punti.)
  4. Qual è la posizione del Comune in merito al sale?

Il gruppo dei Verdi in Consiglio comunale,

Claudia Crivelli Barella, Tiziano Fontana, Andrea Stephani, Daniela Carrara