Salvaguardare edifici degni di essere tutelati

Pubblicato il Pubblicato in Interrogazioni, Legislatura 2016-2020

INTERROGAZIONE – Quale politica per salvaguardare edifici potenzialmente degni di essere tutelati come beni culturali di interesse locale ?

Signori Sindaco e Municipali,

dall’analisi comparativa tra i principali Comuni del Cantone Ticino, Mendrisio risulta essere il più arretrato in materia di salvaguardia dei beni culturali di interesse locale.

I Municipi di Lugano, Bellinzona e Locarno, hanno avviato da anni procedure di varianti pianificatorie intese a salvaguardare edifici o quartieri degni di protezione, rispondendo così a sollecitazioni – mozioni e interrogazioni – di consiglieri comunali di diversi partiti.

A Mendrisio il gruppo dei Verdi ha presentato nel 2013 la mozione «Per la protezione del patrimonio architettonico del nuovo Comune di Mendrisio» tramite la quale si chiede l’elaborazione dell’elenco di edifici di pregio architettonico, storico, culturale e artistico degni di protezione, vista la distruzione in atto da tempo nei dieci quartieri in generale e a Mendrisio in particolare, dove ciononostante troviamo ancora esempi rimarchevoli da considerare. Proprio per fermare questa dinamica al punto 4 abbiamo chiesto che «in attesa del consolidamento legale dell’elenco e delle varianti del PR eventuali domande di costruzione che condurrebbero alla distruzione di beni considerati da tutelare dall’ISOS o da altri documenti pianificatori sono sospese». Nessuna variante pianificatoria per i beni culturali è però stata avviata.

La lacuna giuridico-pianificatoria riguardante i beni culturali di interesse locale sta conducendo a situazioni di concreta minaccia a edifici potenzialmente degni di essere protetti. Le domande di costruzione per demolire edifici di pregio storico-architettonico o per modificare la sostanza storica di ville e parchi si susseguono a ritmo sostenuto.

Ultimo esempio la licenza edilizia del 13.12.2017 per la demolizione degli stabili (ex garage Malacrida) esistenti sul fmn 1777 RFD Mendrisio.

Nella motivazione a sostegno del rilascio della licenza sostenete che l’Ufficio dei Beni Culturali e la Commissione dei beni culturali non hanno ravvisato una sostanza monumentale tale da giustificare una tutela a livello cantonale ai sensi della Legge sulla protezione dei beni culturali e che non avete alcuno strumento per opporvi alla demolizione dello stabile. Affermate anche che non ha «alcuna rilevanza» il fatto che è pendente dal 2013 in Consiglio Comunale la mozione «Per la protezione del patrimonio architettonico del nuovo Comune di Mendrisio».

Eppure, proprio nel caso dell’ex garage Malacrida vi erano due aspetti da tenere presenti:

  • nell’Avviso cantonale n. 102755 del 20 ottobre 2017 allegato alla licenza edilizia è riportato il preavviso dell’Ufficio dei beni culturali (UBC) che sottolinea il valore tanto architettonico quanto urbanistico del garage con abitazione; ne riprendo alcuni passaggi: «Dalle prime analisi condotte dal nostro ufficio risulta che il garage con abitazione (…) è un edificio interessante dal punto di vista architettonico (…). Esso è stato inserito nel Censimento dei beni culturali (scheda A30047). (…) Teniamo inoltre a segnalare che il singolare edificio, per la sua tipologia e la qualità architettonica, è stato a più riprese assegnato quale argomento di studio agli studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, a dimostrazione che si tratta di un’opera di valore. Anche dal punto di vista urbanistico la costruzione è significativa (…)».
  • in questi casi vi sono articoli di legge che permettono a un Esecutivo di non rilasciare licenze edilizie, tra i quali quelli previsti dalla Legge edilizia e dalla Legge sullo sviluppo territoriale (come per esempio la decisione sospensiva, art. 62 Lst).

Il caso specifico di cui sopra, simile a molti altri, conduce a una riflessione generale:

se il Municipio rilascia una licenza edilizia per la demolizione o lo modifica della sostanza storica di un edificio giuridicamente non tutelato ma potenzialmente degno di essere salvaguardato come bene culturale di interesse locale, di fatto esso autorizza la distruzione o lo snaturamento sostanziale dell’edificio in questione e in tal modo impedisce al Consiglio Comunale di svolgere il proprio compito istituzionale assegnato dalle leggi in materia di protezione dei beni culturali e di Piano regolatore. Infatti, l’art. 20 della Legge sulla protezione dei beni culturali (LBC) specifica al cpv. 2 che «il Legislativo comunale decide quali immobili di interesse locale proteggere».

Fatte queste considerazioni desidero sapere:

  1. Per quale motivo nel caso specifico dell’ex garage Malacrida non avete voluto utilizzare gli articoli della legge edilizia e della Lst, malgrado vi fossero elementi di valutazione culturale più che sufficienti per (almeno) sospendere la domanda di costruzione?
  2. Non ritenete necessario elaborare una strategia particolare per le procedure edilizie concernenti edifici potenzialmente da inserire nell’inventario dei beni culturali di interesse locale ma che non sono ancora legalmente protetti?
  3. Il Piano direttore comunale (PDc) attualmente in fase di elaborazione non ha alcun vincolo giuridico per i privati: pertanto come intendete gestire le procedure edilizie che minacciano edifici che possono essere potenzialmente salvaguardati come beni culturali nel lasso di tempo che vi sarà tra l’elaborazione e l’adozione del PDc e l’avvio delle varianti di PR (per esempio una sui beni culturali)?
  4. Il Dipartimento del territorio in questi ultimi anni sta sistematicamente richiamando i Municipi dei Comuni inadempienti ad allestire varianti pianificatorie dedicate ai beni culturali di interesse locale: Mendrisio ha ricevuto una tale richiesta da parte del Dipartimento del territorio?

Ringraziando per l’attenzione porgo distinti saluti.

Tiziano Fontana, CC i Verdi