Interrogazione – Quando si fermerà il degrado del Parco di proprietà pubblica di Villa Argentina?

Pubblicato il Pubblicato in Interrogazioni, Legislatura 2016-2020, Villa Argentina, Vita Verde

Signor Sindaco, signori Municipali,

il Cantone nella decisione 28.3.2017 di approvazione del Piano particolareggiato di Villa Argentina indicava, nella Scheda di tutela del complesso di Villa Argentina e parco quale bene culturale di interesse cantonale, che:

«Significato e valore: motivazione della tutela

Il complesso di Villa Argentina, costituito dalla villa e dal suo maestoso parco, è senza alcun dubbio uno dei maggiori e più significativi esempi di architettura accademica dell’intero Cantone; è un raro esempio di raffinata villa – in cui si riconosce una particolare fusione della tradizione palladiana con elementi dell’architettura coloniale – con­tornata da un magnifico e scenografico parco, disegnato dall’architetto progettista della villa.

Stato di conservazione

Lo stato di conservazione della villa (…) è buono. Per contro il parco, pur mantenendo l’impostazione e il carattere originale, ha perso una parte della sua sostanza: tuttavia un buon restauro, scientificamente fondato, di percorsi, muri di cinta, vegetazione è possibile con ottimi risultati».

Il valore del Parco è stato riconosciuto non solo dal Cantone – nel 1985 e nel 2017 – ma anche da parte degli specialisti svizzeri e internazionali interpellati dal Comitato Parco di Villa Argentina, tra i quali il Gruppo di lavoro per la conservazione dei giardini storici della Sezione svizzera dell’ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) e il prof. arch. Luigi Zangheri, già presidente del Comité international des jardins historiques et paysages culturels ICOMOS-IFLA e docente di Storia del giardino e del paesaggio nonché di Restauro dei parchi e giardini storici alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze.

Malgrado questo dato, da quando il Comune di Mendrisio è divenuto proprietario (1989) di Villa Argentina e di parte del suo Parco il degrado di quest’ultimo e in particolare del suo patrimonio arboreo e dei manufatti e delle infrastrutture ottocenteschi è proseguito di anno in anno e prosegue tuttora. Per cercare di portare la dovuta attenzione delle autorità su questa deprecabile situazione ho presentato la mozione 29.09.2013 «Per una gestione del Parco di Villa Argentina di proprietà pubblica rispettosa del suo valore paesaggistico, architettonico e botanico».

Nell’articolo «Arriva la cura per il Parco» (Informatore del 22.9.2017) dedicato a questa mozione e al Rapporto preliminare del Municipio, favorevole alla mozione, l’allora sindaco Carlo Croci spiegò che il Municipio aveva incaricato un perito di valutare il Parco di Villa Argentina e che, a seguito del rapporto specialistico del perito – l’arch. del paesaggio Niccardo Righetti che nel 1993 aveva allestito la Relazione sulla proposta di massima per la sistemazione esterna –, l’Esecutivo stava procedendo «alla redazione di un messaggio municipale che speriamo di presentare entro la metà di dicembre. Dovremo poi passare ad uno studio che comprenda una serie di valutazioni per definire le modalità dell’operazione». Qualche mese più tardi, nell’intervista «E io scendo qui» (La Regione del 18.12.2017), Carlo Croci disse: «è un parco che ci sta lasciando. Attenzione, siamo ancora in tempo per intervenire; e mi sto occupando personalmente di questo messaggio. L’opera non è a piano finanziario, ma qui non possiamo permetterci di giocare con le cifre: se poi le alberature e il verde muoiono, non basteranno mai i soldi per recuperare la storia del parco. In questi giorni ho ricevuto la prima bozza del messaggio, confido che il Municipio lo possa accogliere».

Secondo l’Informatore il perito concludeva il suo rapporto sostenendo che «il Parco di Villa Argentina può ancora essere salvato ma occorre intervenire per salvaguardarlo dal profilo botanico. Piante secolari, cespugli prati: serve una cura radicale».

Dopo la presentazione della mozione sono state rimosse essenze vegetali messe a dimora dal Comune, senza alcun rispetto per l’impianto originale e il valore botanico e paesaggistico del Parco: aspetto evidentemente positivo; di negativo, però, rimane il fatto che prosegue il degrado dei manufatti (viali, delimitazioni e canalette di raccolta laterali, muri di cinta, grotta) che si trovano in uno stato deplorevole, al quale si aggiunge l’impoverimento della massa vegetale (per esempio negli ultimi anni uno dei tre pini neri – la cui piantagione fu suggerita da Luigi Lavizzari, secondo la Relazione dell’arch. del paesaggio Niccardo Righetti – presenta criticità).

Non va però dimenticato che la parte del Parco storico di proprietà del Comune non si limita al giardino di pertinenza di villa Argentina, ma si estende anche alla selva castanile: in essa si trova un viottolo, presente ancora parzialmente, che sta degradandosi; se non si dovesse intervenire immediatamente rimarranno solo le fotografie a testimonianza dell’articolato disegno dato nell’Ottocento a quella parte del Parco. Nel frattempo, a inizio settembre, le parti lignee di tre panchine del Parco pubblico, situate a confine con il muro del parco della casa anziani Torriani, sono state pitturate di bianco, dando un risultato alquanto kitsch che nulla ha a che vedere con un parco storico e le valutazioni degli esperti.

Fatta questa premessa chiedo:

  1. La bozza di messaggio municipale inteso a programmare e a finanziare gli interventi per “salvare” il Parco è stata sospesa? Se sì, per quale motivo? Quando il Municipio intende licenziare il messaggio definitivo all’attenzione del Consiglio comunale?
  2. Il Cantone è stato coinvolto per valutare gli interventi ed eventualmente partecipare al loro finanziamento?
  3. L’Ufficio dei beni culturali ha preso visione del rapporto del perito?
  4. Il Municipio intende rendere pubblico il rapporto del perito, per il momento trasmesso unicamente alla Commissione delle opere pubbliche?
  5. Da chi sono stati eseguiti gli interventi di verniciatura delle panchine del Parco pubblico?

Ringraziando per l’attenzione porgo distinti saluti.

Tiziano Fontana, CC I Verdi

 

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