INTERROGAZIONE: Facciamo un giro di giostra a Mendrisio?

Pubblicato il Pubblicato in Interrogazioni, Legislatura 2016-2020

Una sacrosanta interrogazione della nostra Consigliera comunale DANIELA CARRARA.

Egregio Signori Sindaco, egregi Municipali,

il titolo dell’Interrogazione vuole porre l’attenzione sull’impatto visivo che si vuole dare di Mendrisio; infatti, è risaputo che l’immagine di un paese è data dalla sua coerenza paesaggistica.

Con la presente, avvalendomi delle facoltà concesse dalla LOC (art. 65) e dal Regolamento comunale della Città di Mendrisio (art. 34), vorrei interrogare il Municipio a questo proposito.

La grande Mendrisio si è costruita negli anni con l’aggregazione dei Comuni limitrofi e con i diversi riconoscimenti di città Slow e dell’Energia, l’insediamento dell’Accademia e di un futuro polo universitario SUPSI, senza dimenticare il Museo d’arte e il nuovo centro La Filanda. Con queste premesse ci si aspetterebbe di trovare a Mendrisio cultura, bellezza e innovazione.

Un visitatore che arriva da nord ha come primo impatto l’indecorosa visione del Casinò, che ricorda Las Vegas, mentre arrivando da ovest ci si imbatte nelle tre rotonde agghindate/decorate con discutibili arredi senza un filo conduttore. Insomma, Mendrisio appare come il paese dei balocchi.

Al primo giro di giostra (o di rotonda), si incontra un’anfora e dei tralci di vite a significare (così si dovrebbe interpretare) una regione dove si coltiva e si produce vino. L’idea del territorio rurale, ma da quando in Ticino si è fatto il vino nelle anfore? Perché creare una falsa storia del nostro territorio?

Secondo giro di giostra e ci troviamo di fronte a delle mani. Qui il cattivo gusto è arrivato all’apice: grandi mani bianche che aiutano piccole mani nere con un getto dell’acqua.

Ricorda l’apartheid o un’ elemosina e non un gesto di opportunità e solidarietà.

Terzo giro di giostra: il giardinetto con la panchina, dove alcune persone tempo fa hanno inscenato un pic-nic, con tovaglie e annessi, per ridicolizzare quanto creato. Mi sono ricordata sorridendo, Marcovaldo di Italo Calvino.

Personalmente ritengo, e con me molti altri cittadini di Mendrisio, che queste rotonde siano ridicole e di cattivo gusto, non ci sia una progettazione o un filo conduttore e nemmeno un leitmotiv un pensiero che unisca ciò che Mendrisio è oggi con ciò che vorrebbe diventare.

In molte città, nelle rotonde, hanno posto delle piante a basso fusto o delle opere d’arte (a Chiasso, per esempio, dei pannelli solari). Insomma si può fare decisamente meglio come immagine rappresentativa di Mendrisio.

Pertanto chiedo:

  • Chi ha ideato e progettato queste rotonde? Chi le ha approvate?
  • Con quali criteri si è deciso l’esecuzione di questi progetti?
  • Chi le ha finanziate?

In attesa di una cortese risposta saluto cordialmente.

Daniela Carrara